Nell’anno accademico 2015/2016 è stato proposto a un gruppo di 36 alunni di partecipare al vivaio dell’arte tipografica, sotto supervisione di Erica Apolloni e personaggi di grande importanza in ambito tipografico come Alessandro Corrubolo e Lucio Passerini. È stata un’esperienza utile non solo dal punto di vista didattico e universitario (gli incontri danno infatti 6 CFU di tipo F, andando a coprire l’esperienza di tirocinio) ma anche dal punto di vista prettamente personale, “umano”.

 

La tipografia insegna ad essere pazienti, a rispettare il lavoro degli altri e ad essere attenti laddove il particolare può fare la differenza. Finalmente elementi come il torchio, il carattere tipografico e il compositoio hanno smesso di essere delle entità astratte e sono diventati elementi indispensabili per il nostro lavoro.
Consiglio questo tipo di esperienza a chiunque provi anche solo un piccolo interesse per l’editoria: qui si avrà la possibilità di toccare con mano ciò che ai corsi universitari ci hanno insegnato, stampando veri e propri libri e imparando quanto è importante credere in quello che si sta facendo.

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Anche se il lavoro al laboratorio è ancora da terminare, è bello sentire già in modo così concreto quello che ci ha lasciato. Sono state poche giornate ma molto intense di scoperte e stimoli entusiasmanti, come poche volte mi è successo finora.
Sento già che l’esperienza di questa realtà ha già plasmato il mio modo di vedere l’ambiente al quale spero, in futuro, di poter dare un contributo. Per tutto ciò mi sento estremamente fortunata: per aver (per caso) saputo di questa iniziativa e perché è stata organizzata proprio ora mentre sto studiando editoria.
Dai racconti di Erica sulle sue fatiche, che mi hanno un po’ ricordato il modo “di una volta” di farsi conoscere e a fatica fare strada in un settore, ho avvertito l’autentica passione, che muove tutto a prescindere da qualsiasi ostacolo, e provo una sincera ammirazione e al contempo mi sento onorata di aver “lavorato” con lei e il prof. Lucio Passerini, altra grande personalità. In sostanza penso che questo laboratorio e i suoi insegnamenti saranno indelebili, a prescindere da quale sarà, e se ci sarà, il mio futuro in questo campo oggi così travagliato e difficile nel suo dialogo con il nuovo.
In una parola GRAZIE.

Quest’esperienza è stata per me positiva perché mi ha dato la possibilità di mettere in pratica ciò che la teoria mi ha insegnato. Da sempre questo mondo mi ha affascinato quindi l’entusiasmo da parte mia è sempre stato molto. Non mi ha pesato venire a fare la parte pratica del tirocinio durante i weekend perché sapevo che quello che avrei fatto mi avrebbe dato molta soddisfazione. Non c’è cosa più bella che dire “questo libricino l’ho fatto io”. I nostri tutor ci hanno sempre seguito con attenzione e hanno cercato di trasmetterci tutta la loro passione. L’unica “pecca” è stata questa: essendo in tanti, è capitato talvolta che non avessimo molto da fare (mentre un gruppetto magari stava lavorando a qualcosa). Quindi stare in piedi senza nulla con cui far trascorrere il tempo rende un po’ faticosa tener alto l’entusiasmo. Quando però tocca a te lavorare, che sia usare il torchio, o tagliare i fogli, comporre il testo o mettere in ordine, la passione e l’entusiasmo ti prendono tantissimo perché sei consapevole di essere parte di qualcosa, di un gruppo che come me condivide questa passione. E poi, portare a casa un libro fatto da te, metterlo nella tua libreria, ti fanno sperare che sia solo il primo di una lunga serie!!

Esperienza unica che è valsa assolutamente la pena! Ringrazio l’Università di Verona, gli organizzatori del corso per la splendida iniziativa, nella speranza che possa ripetersi per dare ad altri l’opportunità di provare a stampare con il torchio!

Premettendo che nel complesso è stata una esperienza assolutamente più che positiva, in quanto ha reso concreto qualcosa che era rimasto solo nel vagamente astratto delle lezioni teoriche, mi permetterei di segnalare alcune cose che potrebbero essere migliorate:
– evitare il sabato, ma soprattutto la domenica (giorno che potrebbe quasi invitare a una sonnolenza spinta);
– spalmare il lavoro di laboratorio in più giorni con meno ore consecutive, per evitare una prematura perdita d’entusiasmo;
– rendere più facilmente raggiungibile il posto con una navetta.
Le “critiche” riguardano solo l’aspetto logistico della cosa, il progetto è infatti stato portato avanti magnificamente.
Vorrei infatti ringraziare di cuore sia Erica che il prof Passerini per la pazienza e l’opportunità che ci hanno regalato.
Un abbraccio.

Se posso esprimere un piccolo suggerimento, è di avere un numero maggiore di laboratori pratici.

Tralasciando un mal di schiena e di gambe…
È stata un’esperienza fantastica che rifarei molte altre volte e che consiglierei a quelli che verranno dopo di noi. Finalmente sono riuscita a capire a fondo alcune dinamiche della tipografia che volevo indagare e sicuramente è stata un’esperienza che mi rimarrà nel cuore.
Questa esperienza è stata molto positiva ed utile, e la rifarei sicuramente. Tutta la fatica è valsa la pena! L’unica accortezza che prenderei per le prossime volte è controllare di avere tutti i caratteri necessari per evitare di dover sospendere il lavoro. In ogni caso, Passerini ed Erika sono molto disponibili e gentili, e meritano un ringraziamento.

Sono un tecnico informatico iscritto al corso di laurea in scienze della comunicazione. Ho scoperto il corso-laboratorio “vivaio dell’arte tipografica” tramite un post su facebook e ho deciso di iscrivermi perché non conoscevo il mondo della tipografia e volevo apprendere qualche nozione di base non solo sulla tipografia ma anche sulla grafica editoriale.
Alla fine di questo percorso posso affermare che i risultati sono andati oltre alle aspettative grazie anche al laboratorio che ha permesso di mettere in pratica le lezioni teoriche.
L’organizzazione è stata in grado di rispondere sempre tempestivamente alle mie richieste con disponibilità e cortesia.
Spero che questo corso si ripeta anche nei prossimi anni accademici.

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Dopo questa esperienza “sul campo” mi sento di consigliare vivamente a ogni studente di partecipare a questo progetto.
È suddiviso in lezioni teoriche e lezioni pratiche, entrambe con solidi punti di forza.
Per quel che riguarda gli incontri, infatti, non solo si acquisiscono importanti nozioni di teoria, ma si ha l’occasione di conoscere dal vivo esponenti importanti nel mondo della tipografia.
La parte pratica è, se possibile, ancora meglio; dopo anni passati a sentir parlare di torchio, caratteri, cassa tipografica e compositoi finalmente tutti quegli strumenti si possono toccare con mano.
Si imparerà quindi a comporre, correggere, stampare e legare, per arrivare a un prodotto finito degno di nota.

Ritengo che questa esperienza sia unica nel suo genere e che permetta di entrare in un mondo “distante” dalla nostra quotidianità ma estremamente appassionante. La possibilità di svolgere questo lavoro “manuale” probabilmente non mi si ripresenterà mai quindi sono enormemente grata agli organizzatori. Anche gli incontri di novembre e dicembre sono stati interessanti e mai scontati. Consiglierò sicuramente quest’esperienza ad altri studenti di editoria.

L’occasione di lavorare con esperti del settore editoriale, si tratti del torchio o di tecniche più moderne, è stata utilissima. Si tratta di un aiuto enorme a chi, come studente di editoria, ha idee vaghissime su cosa si troverà a fare e cosa vuol davvero dire “fare editoria”. Teoria, con le testimonianze dei vari ospiti e professori invitati a parlare, e pratica in un’unica occasione. Consiglio l’esperienza a tutti gli studenti del triennio di editoria, anche per l’entusiasmo e la pazienza con cui il progetto viene portato avanti dai responsabili! E qui un ovvio ringraziamento a tutti coloro che hanno reso possibile un’occasione così ghiotta e indimenticabile.

(Le considerazioni sono state trascritte così come gli studenti le hanno manoscritte, senza alcuna modifica o correzione)

 

 

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