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Libro “Il Biondino della Spider Rossa. Crimine, giustizia e media”. Presentazione sabato 9 marzo 2019 a “Lo Speziale” di Verona

Libro Il Biondino della Spider Rossa - sequestro e omicidio Milena Sutter

Il libro “Il Biondino della Spider Rossa. Crimine, giustizia e media” sarà presentato sabato 9 marzo, alle 12.30, alla locanda “Lo Speziale” di Verona, in via XX Settembre 7.

Interverranno la criminologa e psicologa giuridica Laura Baccaro e il giornalista Maurizio Corte, che insegna Giornalismo Interculturale e Multimedialità all’Università di Verona.

Sia Laura Baccaro che Maurizio Corte insegnano anche al Master universitario di primo livello in “Intercultural Competence and Management” (Mediazione interculturale, Comunicazione e Gestione dei Conflitti), organizzato nell’ateneo veronese dal Centro Studi Interculturali, diretto dal professor Agostino Portera.

La presentazione del libro “Il Biondino della Spider Rossa. Crimine, giustizia e media” sarà l’occasione per parlare del caso di Milena Sutter e della recente concessione della semilibertà a Lorenzo Bozano, condannato per il sequestro e l’omicidio, a Genova il 6 maggio 1971, della studentessa di origini svizzere.

Ma sarà anche l’occasione per parlare di come i giornali hanno accolto le misure alternative al carcere (durante il giorno) concesse a Bozano, dopo quasi 42 anni passati dietro le sbarre. E di come una parte della stampa italiana abbia scelto di non parlare del libro.

Alla ricerca universitaria che sottende il libro hanno partecipato anche Elena Guerra e Cristina Martini dell’Associazione Culturale ProsMedia. E alcuni laureati e laureate del corso di laurea magistrale di Editoria e Giornalismo dell’Università degli Studi di Verona.

“Il Biondino della Spider Rossa” ricostruisce nei dettagli e con precisione i dati certi e i dubbi su quanto accadde a Genova, giovedì 6 maggio 1971, alle ore 17, quando Milena Sutter, una ragazza di 13 anni, scompare all’uscita della Scuola Svizzera, dove frequenta la terza media. E su quanto accadde nei giorni, mesi e anni successivi.

Milena Sutter è figlia di un ricco industriale. Il suo corpo, senza vita, viene trovato in mare due settimane dopo la scomparsa. L’ipotesi investigativa è soltanto una: il sequestro per motivi di denaro.

Ad essere accusato del rapimento e dell’omicidio della studentessa è un giovane di 25 anni, un perdigiorno di famiglia alto-borghese. È soprannominato il “biondino della spider rossa”: non è biondo, né magrolino. Assolto in primo grado nel 1973, viene condannato all’ergastolo nel 1975.

Dopo oltre 40 anni di carcere continua a professarsi innocente. Il libro “Il Biondino della Spider Rossa”, frutto di una ricerca universitaria durata otto anni, affronta gli aspetti del caso: i nodi non risolti; gli indizi contro l’imputato; la discutibile perizia medico-legale; la personalità controversa del giovane della spider rossa; il ruolo dei media; la seconda vittima della vicenda (l’amica di Milena, Isabelle).

Quello di Milena Sutter e Lorenzo Bozano è una vicenda che anticipa di trent’anni la mediatizzazione televisiva dei grandi casi giudiziari. E che rivela ancora la sua forte carica di notiziabilità.

Il libro “Il Biondino della Spider Rossa. Crimine, giustizia e media”, editore Cacucci (Bari) ha inizio con una ricostruzione il più possibile obiettiva della vicenda. “Abbiamo cercato di fare ordine nelle inesattezze e nelle informazioni errate comparse negli anni su Internet (le “fake news”, per dirla con il linguaggio corrente di oggi)”, spiegano gli autori, Laura Baccaro e Maurizio Corte.

La prima parte del libro, dedicata alla “verità storica”, si concentra sui “nodi critici” del caso e sugli indizi contro Lorenzo Bozano, condannato come rapitore e omicida di Milena.

Come si può vedere dalla ricostruzione di Maurizio Corte, la tesi del “rapimento” di Milena Sutter per estorcere denaro è poco fondata: il rapitore sbaglia numero di telefono e, dopo la telefonata con l’accenno a 50 milioni nella prima aiuola di Corso Italia, non si fa più sentire.

Vi sono poi due piste mai battute (o mai rese note): quella di Claudio, il giovane il cui nome compare nel diario di Milena, e quella del “Biondino Svizzero”, di cui parla una telefonata fatta alla trasmissione di Sandro Curzi sulla vicenda nel 1996 (Raiuno).

La seconda parte del libro affronta la “verità della Medicina Legale”: la causa della morte della vittima, i mezzi di produzione della stessa e l’epoca del decesso.  I medici legali, interpellati dagli autori, sono concordi: non è possibile affermare con certezza scientifica la causa della morte di Milena Sutter; e quindi che sia stata uccisa.

La terza parte del libro si concentra sulla “verità psicologica”: è dedicata a Bozano, quello di ieri e quello di oggi. La perizia condotta da Laura Baccaro, psicologa e criminologa, esclude la presenza di parafilie in Bozano: egli non è un “deviato sessuale”, un “pervertito” come è stato considerato da alcuni magistrati e dai giornali.

La quarta parte è sulla “verità mediatica”, che è poi quella che ha avuto maggior successo e popolarità fra la gente. Vi si approfondisce un argomento – il ruolo dei media nei fatti giudiziari – vecchio quasi quanto il giornalismo; ma che oggi trova un suo peculiare significato: Internet (siti web informativi, blog, social network, forum e piazze sociali) rende di continuo “presente” ciò che un tempo – le pagine dei giornali e i filmati televisivi – veniva consegnato a polverosi archivi.

L’ultima parte, con il nono capitolo, fa storia a sé. È di fatto l’elemento di novità, l’aggancio con l’oggi. Dà voce, in modo autorevole e lontano dalle luci mediatiche, all’amica del cuore di Milena Sutter, Isabelle, ascoltata a Padova da Laura Baccaro, in una serie di incontri. Isabelle ancora oggi ribadisce: “Lorenzo Bozano? Mai visto e mai conosciuto”. E sottolinea che “Milena non sarebbe mai salita sulla spider di Bozano”. L’amica del cuore della vittima è la prima a non credere alla versione che sino ad oggi è stata data del dramma di Milena Sutter.

“Questa vicenda, per le ragioni disseminate in tutto il libro, la si può considerare ancora “aperta” al lavoro degli studiosi di più discipline”, fanno notare Laura Baccaro e Maurizio Corte. “La Scienza ha ancora molto da dire: dalla Medicina Legale alla Criminologia, dalla Psicologia investigativa alla massmediologia. In secondo luogo, va osservato che i fatti accaduti 47 anni fa hanno un’influenza sul presente e sulla vita delle persone di oggi: dai famigliari della vittima a Bozano e alla sua condanna all’ergastolo”.

“Lungi da noi autori ogni tesi precostituita; e soprattutto ogni impostazione interessata”, sottolineano Baccaro e Corte. “Non ci interessano, né ci hanno mai influenzato, le tesi colpevoliste o le tesi innocentiste. Né abbiamo tenuto conto della, pur legittima ma ininfluente, protesta di innocente di Lorenzo Bozano”. “Quello che più conta e che più ci preme di questo libro”, osservano Baccaro e Corte, “è ribadire il primato della Scienza sulle versioni di comodo, dell’analisi critica sulle narrazioni che affascinano ma non informano; della ragione sulle pur ammalianti seduzioni del racconto; della mente libera sulle prigioni delle soluzioni informative che dimenticano le persone e i loro drammi”.

Le domande che il libro solleva sono importanti. Toccano i diritti basilari delle persone, cioè di tutti noi. Con il libro “Il Biondino della Spider Rossa”, Laura Baccaro e io abbiamo voluto consegnare ai lettori e agli studiosi un caso, tanti dubbi, alcune certezze, molti interrogativi. Oltre il pregiudizio, oltre l’ignoranza, oltre la rabbia e l’emozione popolare.

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