Adozione di Bambini

“Cara Adozione”. Presentato a Verona il libro sull’adozione di bambini. La potenza della narrazione nelle vite di chi è adottato

Cara Adozione - libro su adozione di bambini - Italiaadozioni

Le cose della vita per essere comprese e modificate hanno bisogno di essere guardate da una prospettiva diversa, più estesa.

In due momenti diversi, ma molto vicini e con narrazioni differenti, a Verona è stato presentato il libro “Cara Adozione”, raccolta di lettere ed esperienze che parlano dell’adozione.

Il primo incontro al corso di Giornalismo Interculturale all’Università degli Studi di Verona.

Nella prima parte Jeena Cucciniello, studentessa di Editoria e giornalismo, ha raccontato la sua esperienza di figlia adottiva attraverso il cortometraggio del regista Andrea Penzo “In contatto”.

Le immagini del corto e le sue parole hanno evidenziato l’importanza del processo narrativo nella storia degli individui tutti, ma in modo particolare nelle storie che mancano di un pezzettino di memoria.

Sonia Gastaldi, a sinistra, con Jeena Cucciniello all’Università di Verona per Cara Adozione

Nella seconda parte si è passati dalla narrazione al valore sociale della narrazione, attraverso la sociologia che da tempo studia la narrazione come interazione sociale.

Scrive Barbara Poggio nel suo libro Mi racconti una storia? Il metodo narrativo nelle scienze sociali: «Il racconto è una rappresentazione che connette e organizza azioni, eventi e personaggi integrandoli in sequenze che dilatano il proprio significato nel tempo; la narrazione è pertanto un luogo privilegiato dove viene costruito il senso dell’agire».

Libro Cara Adozione - adozione di bambini

Duccio Demetrio, filosofo ed esperto di pratiche autobiografiche, sottolinea: «La mente non si limita a rievocare immagini in sé isolate, fra loro distinte e vaganti; l’intelligenza retrospettiva costruisce, collega e quindi colloca nello spazio e nel tempo, riesce a dar senso a quell’evento soltanto se lo “socializza”: trapassando dal momento evocativo al momento al momento interpretativo. […] Ogni autobiografia è stata scritta perché l’autore aveva bisogno di attribuirsi un significato, anzi ben più di uno, e presentarsi al mondo».

Per questo motivo le lettere di “Cara Adozione” hanno aiutato e aiutano chi le ha scritte a costruire un significato altro della vita e continuano a farlo anche per chi legge, perché la narrazione è un luogo fertile dove costruire il senso dell’agire.

Presentazione del libro Cara Adozione al Circolo della Rosa di Verona

Nel secondo incontro al Circolo della Rosa, nel centro di Verona, il dibattito ha assunto una forma narrativa ancora diversa, storie di adozioni che non sono solo sentimento, ma legge e tutela dei bambini che hanno bisogno di una famiglia e di un tessuto sociale che li accolga.

L’obiettivo del libro è proprio quello di creare una “socialità dell’adozione”, adottare non è un evento privato, ma pubblico, esteso a tutta la società e alle sue istituzioni.

L’adozione risponde al desiderio di genitorialità, nella piena consapevolezza che un bambino adottivo ha bisogni particolari che necessitano di aiuti adeguati.

Il libro vuole essere il primo passo per costruire insieme una “cultura dell’adozione”, nell’accezione più bella del termine “cultura”, coltivare un nuovo significato di adozione, che non è solo riempire un’assenza, ma allargare la presenza con le storie e con la vita.

Sonia Gastaldi
Sociologa, esperta di Informatica e studiosa della Comunicazione

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